Ultima modifica: 10 marzo 2017

Il Territorio

Il territorio e le vallate

    Il territorio aretino è articolato in quattro vallate che fanno capo alla città di Arezzo, situata nell’interconnessione, epicentro delle attività culturali, commerciali, industriali dell’intera provincia. Pur nell’autonomia delle vallate, ognuna delle quali ha caratteri storici, culturali, geografici specifici, la città capoluogo riesce a garantire un ruolo di coordinamento e di supporto all’intera area provinciale.

MAPPA-provincia-arezzo

     Direttamente a Nord della città ha inizio il Casentino, un tempo definita dai viaggiatori del Grand Tour “la Valle chiusa”, poiché circondata quasi claustrofobicamente dalle montagne;  è la valle percorsa dal primo tratto dell’Arno, terra nota e cara a Dante Alighieri, dove natura e silenzio sembrano dare voce al canto impercettibile delle sue foreste.

    A Nord-Ovest si trova il Valdarno Superiore, anch’esso attraversato dall’Arno nella parte che scorre tra Arezzo e Firenze;  notevole è la sua varietà paesaggistica:  alpestre e solitario sulle alte pendici del Pratomagno, accidentato da pittoreschi fenomeni di erosione argillosa ai piedi della stessa dorsale.   Scolpito dalla presenza e dall’intervento dell’uomo nella sua parte centrale, è un territorio di arcaica industrializzazione, con un’economia attiva e differenziata.

     A Sud prende invece spazio la Val di Chiana, una pianura ricavata dalla bonifica di zone paludose, il cui più importante corso d’acqua è il Canale Maestro della Chiana. «Non è possibile vedere campi più belli; non vi ha una gola di terreno la quale non sia lavorata alla perfezione, preparata alla seminazione.  Il frumento vi cresce rigoglioso, e sembra rinvenire in questi terreni tutte le condizioni che si richiedono per farlo prosperare».  Con queste esaustive parole amava descriverlo Johann Wolfgang von Goethe.

    Tramite l’agevole valico del Torrino e la valle del Cerfone, si ha accesso, a Nord-Est, ad un’altra vallata, la Valtiberina, nella quale scorre il primo tratto del Tevere.  Alla studiosa Mariella Zoppi piace descriverla così:  «Un territorio di grande interesse sotto molteplici aspetti che si palesano fin dalla sua collocazione geografica posta a cavallo fra il bacino Tirrenico e l’Adriatico e crocevia fra Toscana, Marche, Romagna e Umbria.  Come tutte le terre di confine si presenta oggi come un formidabile punto di incontro fra culture, forme d’arte e tradizioni, avvolto tra leggende e storia millenaria».

    Tra storie diversificate, usanze ataviche, sentite tradizioni, che sempre restituiscono a queste terre fascino e magia, quello che si palesa dinnanzi a chiunque è un territorio difforme.  Visitando le quattro vallate è possibile passare dalla pianura (che si apre sulla Val di Chiana e sull’Arno), alle colline (a Sud della città), a zone montuose (soprattutto ad Est).  La città medesima, Arezzo, conta visibile in ogni suo anfratto la memoria scolpita di un passato pregno di storia:  la sua storia.

    Come conseguenza della grande estensione territoriale, i comuni che vi confinano sono molteplici. Le reti di collegamento che mettono in comunicazione le molte parti del territorio non sono sempre facili da gestire.  Alcuni luoghi dell’Aretino sono serviti in modo limitato:  giungere in aree distanti, immerse in una silente e a volte ignorata natura (soprattutto per chi è sprovvisto di mezzi propri), non è talvolta semplice;  in alcune frazioni i tempi di percorrenza sono più lunghi rispetto all’effettivo chilometraggio e i servizi pubblici sono garantiti per poche ore durante la giornata, andando a discapito dei bisogni reali del cittadino.  Le zone più isolate, nella maggior parte dei casi, non sono nemmeno toccate dai mezzi di trasporto:  le stesse strade di percorrenza non sono adeguate o facilmente accessibili a veicoli motorizzati.  La nostra Terra è questo:  confortevole e aggiornata nella città o nei suoi immediati dintorni, più impenetrabile e austera man mano che da essa ci si allontana.  Anche per queste ragioni, proprio perché lo spettro territoriale di cui fa parte l’Aretino ha una gamma pressoché eterogenea, il territorio da sempre cerca risposte adeguate per i suoi abitanti.  Inoltre da anni, e negli ultimi con maggiore intensità, si registra una crescita esponenziale della presenza non autoctona sul territorio che passa, in termini di residenti stranieri, dallo 0,1% della popolazione indigena all’11% del totale (media Toscana 7%).  Rispondere ai bisogni umani, primari e socio-culturali di un numero crescente di persone in arrivo (ognuna con la propria storia, cultura e mentalità) e adattarli a quelli preesistenti, nel rispetto e nella valorizzazione di tutti, non è immediato, né sempre possibile.  L’integrazione e l’accettazione dell’altro, valori che più intrinsecamente pongano l’individuo come cittadino del mondo, sono forse concetti più comprensibili nella teoria che non nella pratica. Consci dalle reali difficoltà nell’accettare e conoscere il diverso, il territorio locale ha cercato e cerca di mettere in atto strategie concrete affinché possano coesistere i presupposti reali per una convivenza serena improntata sul rispetto.  Una delle tante risposte ai bisogni tangibili di chi giunge per la prima volta nel nostro territorio (un luogo senza dubbi diverso per struttura sociale, impostazione di vita, mentalità, opportunità nel realizzare se stessi tenendo conto dell’esigenza di affermazione individuale e di difesa della propria dignità), ormai da anni, vede l’intervento e l’agito anche del CPIA di Arezzo.

    Per cercare di coprire ad ampio raggio una richiesta sempre maggiore in tutta la zona, questa istituzione, sebbene debba e intenda crescere/migliorare ancora molto, è dislocata, come già premesso, in altre sedi, site nei vari punti di erogazione che, coincidendo con le quattro vallate, cercano appunto di operare a grandi distanze, pur mantenendo una linea comune ed una comunicazione funzionale ed efficace. Come tante tessere distinte, ogni plesso, calato nella propria realtà locale, opera per agire a coronamento di un solo policromo e monumentale mosaico.